La vaccinazione contro l’HPV protegge il futuro di adolescenti e adulti. Il virus del papilloma umano o HPV, acronimo di human papillomavirus è un'infezione virale molto diffusa, e colpisce sia femmine che maschi, principalmente per via sessuale, ma anche tramite contatto indiretto con liquidi corporei o lacerazioni cutanee. Esistono oltre 200 tipi di HPV di cui almeno 17 associati allo sviluppo di tumori, 660 mila sono le donne nel mondo a cui ogni anno viene diagnosticato il tumore al collo dell’utero. In Europa sono 66 mila, in Italia 2500. L’ 80% di persone sessualmente attive, contraggono un'infezione da HPV nel corso della vita.
L’organismo, il più delle volte, ha la capacità di debellare il virus prima che possa provocare danni importanti e viene eliminato spontaneamente dal sistema immunitario entro 1-2 anni. In altri casi, però, l’organismo non riesce a sconfiggere il virus, che provoca, così, sintomi e malattie anche piuttosto gravi, come il tumore della cervice uterina. Si stima che circa l’80% delle donne sessualmente attive contragga l’infezione almeno una volta nella vita, con una prevalenza nelle giovani donne tra i 25 e i 35 anni, e che circa il 50% venga a contatto con un ceppo “ad alto rischio” di malattia. L’incidenza con il progredire della età diminuisce ripresentandosi con un secondo picco intorno ai 45 anni di età.
Le prime manifestazioni maligne sono alterazioni precancerose, chiamate displasie. Queste lesioni, se individuate precocemente mediante esami citologici e screening (Pap test, HPV test) e colposcopia, possono essere curate efficacemente prima che evolvano in tumore, asportando la sola parte colpita e senza compromettere la fertilità della donna. I tipi di HPV si distinguono in due differenti gruppi:
- a basso rischio oncogeno: i più comuni sono i genotipi HPV 6, e 11 responsabili del 90% dei condilomi acuminati, noti anche come verruche genitali o orali, non correlate ad un rischio tumorale, ma contagiose. Si presentano come piccole escrescenze di aspetto e dimensioni variabili che possono ricordare la cima del cavolfiore oppure essere piatte e a volte possono dare un prurito particolarmente fastidioso. Spesso presentano dimensioni così piccole da renderne difficile l’identificazione ad occhio nudo. Possono localizzarsi anche su mani, piedi e viso.
- ad alto rischio oncogeno: sono 14 genotipi (HPV 16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 66, 68) e determinano la progressione delle lesioni in tumori del collo dell'utero.
Non esiste una cura specifica per il Papillomavirus (HPV), ma si possono trattare le condizioni che causa, come verruche genitali o lesioni precancerose. I trattamenti per le lesioni includono creme locali, crioterapia, laser, elettrocauterizzazione o chirurgia, a seconda della gravità e del tipo di lesione. In molti casi, il sistema immunitario è in grado di eliminare l'infezione spontaneamente.
È possibile che una donna contragga l'infezione da HPV in gravidanza, con conseguente preoccupazione circa l'andamento dell'infezione e la trasmissione al feto. Il rischio di contrarre l'infezione in gravidanza non è diverso rispetto alla non-gravidanza, e la distribuzione dei tipi virali ad alto e basso rischio non presenta differenze. L'infezione può tuttavia comparire la prima volta in gravidanza e dare origine a lesioni genitali che possono assumere aspetti aberranti, molto estese, giganti e friabili.
La prevenzione è molto importante. La trasmissione dei condilomi genitali si può ridurre, diminuendo i rapporti a rischio, promiscui od occasionali e utilizzando sempre il preservativo. Tuttavia, per quanto sia fondamentale l’utilizzo del profilattico durante i rapporti sessuali, bisogna anche ricordare che si riduce ma non si annulla la possibilità di contagio, poiché questo non è in grado di coprire completamente le aree di contatto.
Evitare l'infezione è possibile anche rispettando alcune semplici regole come curare la propria igiene personale; indossare scarpe o ciabatte quando si frequentano spazi comuni, come spogliatoi o piscine, cercando di mantenere i piedi puliti e asciutti e liberi da verruche; effettuare periodicamente una visita ginecologica e un esame citologico, consigliato ad ogni donna sessualmente attiva. I programmi di screening, come il Pap test e l'HPV test, sono fondamentali per la diagnosi precoce di lesioni precancerose o tumorali.
L’unica vera forma per prevenire il contagio e lo sviluppo di tumori legati all'HPV è rappresentata dalla vaccinazione. Da più di 25 anni è a disposizione il vaccino per la prevenzione dell‘infezione da HPV che protegge la cervice uterina dai ceppi di HPV oncologicamente più aggressivi e dall’infezione dei ceppi a basso rischio più infettivi. Risulta particolarmente importante vaccinare le ragazze e i ragazzi in adolescenza per sfruttare la massima efficacia della vaccinazione e della prevenzione prima che si entri in contatto con il virus, quindi prima di avere il primo rapporto sessuale. L’unico modo per ottenere questo in una vaccinazione di massa è vaccinare ragazze e ragazzi all’inizio dell’adolescenza. Per tale motivo, in Italia il vaccino è offerto attivamente e gratuitamente.
Oggi abbiamo a disposizione dei vaccini con dimostrato profilo di efficacia e tollerabilità nel prevenire l’insorgenza di un’infezione persistente da parte dei ceppi di virus HPV responsabili della gran parte dei casi di tumore della cervice uterina. La vaccinazione ha un’efficacia nei confronti dei genotipi responsabili della maggior parte dei tumori della cervice, oltre che di alcuni altri tumori (come tumori dell’ano, della vulva, della vagina). In particolare, si stima che grazie alla vaccinazione si possa prevenire circa il 90% dei carcinomi cervicali e una quota importante di condilomatosi genitali.
I primi due vaccini per il papilloma virus, disponibili in commercio dal 2006, proteggono entrambi contro HPV 16/18 e uno solo dei due, il cosiddetto quadrivalente, protegge anche da HPV 6/11. Dal 2014 il programma vaccinale prevede due somministrazioni intramuscolari da eseguire a distanza di sei mesi nei soggetti fino ai 15 anni. Oltre tale età, sono previste invece tre dosi per entrambi i vaccini. Il vaccino bivalente è oggi il meno diffuso, mentre il quadrivalente può essere somministrato anche ai maschi, con una ricaduta positiva su entrambi i sessi. Nel 2017 è stato introdotto anche il vaccino nonavalente, che, coprendo ben 9 ceppi virali diversi, garantisce una copertura maggiore ed è indicato per entrambi i sessi. Questo vaccino potrebbe prevenire il 90% dei tumori HPV correlati.
E’ importante sottolineare che anche i maschi trovano vantaggio da questa vaccinazione perché si proteggono da tumori anogenitali e da quelli della bocca-lingua. È proprio vaccinando sia i maschi che le femmine che si limita la circolazione del virus. L’obiettivo è che il 95% delle ragazze e ragazzi siano vaccinati entro il 2030.
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