Quando si parla di “disforia di genere” si fa riferimento a una condizione che si presenta con malessere e disagio profondo nei confronti delle caratteristiche sessuate del proprio corpo, sentito come estraneo. La ginecologia nella disforia di genere offre assistenza e gestione della salute ginecologica per le persone transmaschili (persona a cui è stato assegnato il sesso femminile alla nascita, ma che si identifica come uomo) durante la transizione verso l'identità maschile. Il percorso particolarmente complesso deve affrontare sia le necessità biologiche della sfera genitale (utero, ovaie, cervice) sia il benessere psicologico.

Il percorso ginecologico Trans F to M (Female to Male) della transizione verso l'identità maschile include, la gestione della terapia ormonale con testosterone che causa cambiamenti fisici (abbassamento voce, crescita peli, redistribuzione grasso) ed emotivi. Include inoltre, screening preventivi, gestione della fertilità e la preparazione ad interventi chirurgici di affermazione di genere, inclusa la chirurgia mininvasiva fino ad eseguire isterectomia e annessiectomia, cioè l'asportazione di utero e ovaie. Quest’ultima è una scelta frequente per eliminare la disforia di genere e il rischio di tumori ginecologici, e spesso elimina la necessità di successivi screening pelvici. ll ruolo del ginecologo è molto importante sia per l’inizio della terapia , ma anche, per tutti i vari controlli che comunque vanno effettuati, come il Pap-test per chi ha ancora la cervice uterina, gestione del ciclo mestruale (inclusa la sua sospensione) e consulenza sulla fertilità.

È un percorso complesso empatico che deve portare il ginecologo ad ascoltare senza pregiudizi. È la nostra priorità, come studio Stradella, che vuole essere uno spazio sicuro e inclusivo per le persone transmaschili, anche con appuntamenti al di fuori degli orari e giorni di studio. Una visita ginecologica non dovrebbe mai essere un’esperienza scomoda, né una violenza sul corpo o sull’identità. A maggior ragione nella disforia. Informare, aiutare a capire i meccanismi della visita ginecologica è fondamentale perché ancora oggi molte pazienti evitano controlli e consulenze per paura di essere giudicate, fraintese, chiamate con pronomi errati, oppure costrette a spiegare, ancora una volta, chi sono e come vivono. Le ragioni sono tante, spesso dolorose, come, per esempio aver vissuto esperienze precedenti di misgendering linguaggio inappropriato. Il misgendering è l'atto di riferirsi a una persona utilizzando un genere, pronomi (lui/lei) o termini di cortesia non corrispondenti alla sua identità di genere. Spesso accade per pregiudizio o abitudine, ma comporta la negazione dell'identità della persona, provocando disagio, invisibilità e impatti negativi sul benessere psicologico.

Ecco alcuni aspetti fondamentali della gestione ginecologica della transizione che non termina con la terapia ormonale ma richiede una vigilanza continua basata su evidenze scientifiche:

  • Il Ciclo Mestruale: La terapia con testosterone solitamente induce l'amenorrea (interruzione del ciclo) entro 4-6 mesi.
  • Controlli di Routine: Anche se il ciclo è assente, è fondamentale mantenere i controlli ginecologici, specialmente se si è sessualmente attivi, per lo screening del tumore della cervice uterina.
  • Atrofia Vaginale: L'uso prolungato di testosterone può causare secchezza, atrofia e dolore durante i rapporti (dispareunia). Esistono soluzioni efficaci, come l'uso di estrogeni locali (creme o ovuli), che agiscono solo localmente senza interferire con il processo di mascolinizzazione sistemica.
  • Salute del Seno: Le linee guida raccomandano di continuare lo screening mammografico secondo le indicazioni standard (in particolare dopo i 40 anni o in base alla familiarità), specialmente se non è stata effettuata la mastectomia.

IL NOSTRO RUOLO È ACCOMPAGNARTI CON COMPETENZA, CHIAREZZA E RISPETTO, AIUTANDOTI A COMPRENDERE I MECCANISMI DEL TUO CORPO E A VIVERE LA SALUTE GINECOLOGICA CON SERENITA’