L’ecografia ostetrica è un esame diagnostico sicuro e non invasivo. Utilizza ultrasuoni e permette di osservare, nelle varie epoche della gravidanza, lo sviluppo dell’embrione o del feto. Gli ultrasuoni, sono delle onde sonore ad alte frequenze emesse da una sonda che, fatta scivolare sull’addome della futura mamma, restituisce un’immagine nitida del prodotto del concepimento. E’ una tecnica di facile impiego, priva completamente di rischi, e non dolorosa. In alcune fasi precoci, come nelle primissime settimane di gestazione, il medico può ricorrere anche a una sonda transvaginale per ottenere una visualizzazione più accurata.

Nel corso di una gravidanza  devono essere eseguite almeno tre ecografie, nel primo trimestre (in genere tra la 10a e la 13a settimana), nel secondo (a 19-22 settimane) e nel terzo trimestre (a 30-34 settimane). L’esame può essere ripetuto più volte, e eseguito in periodi differenti della gravidanza. L’ecografia ostetrica, in particolare quella del primo trimestre, è un momento molto importante per la donna, sia sul piano clinico che emotivo: consente di prendere coscienza della gravidanza, e di visualizzare insieme al partner, per la prima volta, il proprio bambino, vivendo una grande emozione.

Una  prima ecografia, potrebbe essere eseguita intorno alla 6ª a - 7ª a settimana, in presenza di sintomi come forti dolori addominali, perdite ematiche o in caso di gravidanze a rischio.  Questa ecografia ha lo scopo di confermare la gravidanza, localizzarne la sede escludendo, ad esempio, una gravidanza extrauterina, e visualizzare l’ attività cardiaca. Non si ascolta il battito fetale con il Doppler prima della decima settimana, in quanto potrebbe creare problemi all'embrione. È importante sapere che l’ecografia a sei settimane è di tipo transvaginale che consente una visualizzazione più precisa rispetto a quella addominale, dato che l’utero è ancora di dimensioni contenute e la camera gestazionale potrebbe non essere ben visibile dall’esterno.  Questo esame, dunque, ha una funzione rassicurante e preliminare, ma non sostituisce l’ecografia ostetrica del primo trimestre.

L’ecografia ostetrica del primo trimestre viene generalmente effettuata tra la 10ª e la 13ª settimana di gestazione. Si procede alla datazione esatta della gravidanza, e si può decidere di effettuare il  test del DNA fetale (NIPT), la translucenza nucale (NT) o, nel caso in cui vi siano fattori di rischio per le anomalie cromosomiche è possibile avvalersi di una diagnostica invasiva come la villocentesi. Se si tratta di una gravidanza gemellare, l’ecografia permette di determinare anche il numero degli embrioni e delle caratteristiche placentari.

L’ecografia più importante del secondo trimestre di gravidanza è l’eco morfologica, anche detta strutturale, effettuata tra la 19ª e la 22ª settimana. Eseguita tramite sonda esterna, la morfologica è cruciale per valutare lo sviluppo anatomico del bambino e verificare la presenza di eventuali malformazioni. Durante questa ecografia vengono esaminati il cervello, il cuore, i reni, la colonna vertebrale e gli arti del feto, oltre ad essere misurate le circonferenze della testa e dell’addome e la lunghezza delle ossa lunghe. In alcuni casi può essere eseguita un’ecografia 3D che fornisce delle immagini statiche del nascituro in tre dimensioni.

L’ecografia del terzo trimestre tra la 30ª – 34ª settimana valuta la crescita, misura la quantità del liquido amniotico e conferma la posizione della placenta. Un esame effettuato, anche in questo periodo, è la flussimetria, indagine ecografica non invasiva che valuta il flusso sanguigno nei vasi fetali e placentari per monitorare il benessere del feto. Aiuta a individuare precocemente ritardi di crescita, ipossia fetale o altre complicazioni. Fornisce informazioni utili per decidere la tempistica migliore per il parto in caso di anomalie. Analizza il flusso del sangue nell'arteria ombelicale, nell'arteria cerebrale media e in altri distretti fetali per verificare la funzionalità della placenta e l'adeguatezza di ossigeno e nutrienti al bambino. Viene eseguita soprattutto, in gravidanze a rischio, in caso di ritardo di crescita fetale o in presenza di complicazioni come la preeclampsia.

Nel corso dell’ecografia la paziente è distesa sulla schiena, può vedere le immagini che appaiono sul monitor e, l’esame viene eseguito, in genere, in una stanza con la luce abbassata, per consentire l’ottimale visualizzazione delle immagini sul monitor. Il medico applica un gel, sulla pancia, prima di iniziare l’esame. Questo permette di eliminare l'aria tra la cute e la sonda, consentendo una migliore trasmissione degli ultrasuoni.

L’ecografia ostetrica non ha una durata standard. L’esame può essere più o meno lungo, a seconda del caso studiato e della persona che vi si sottopone. Non è necessario essere a digiuno, né riempire la vescica, soprattutto se l’esame è previsto con sonda transvaginale. Tuttavia, se la modalità è l’addominale nelle fasi precoci, si potrebbe suggerire di bere un po’ d’acqua, per migliorare la visibilità dell’utero.

Si ritiene che, ad oggi, un esame ecografico non mirato sia in grado di individuare dal 30% al 70% di tutte le malformazioni. Il buon risultato dell’ecografia morfologica dipende anche dalla posizione assunta dal feto. Se ci si trova di fronte a un “dorso anteriore”, l’indagine ecografica del cuore risulta difficoltosa e soprattutto potrebbe risultare incompleta, tanto che spesso richiede un’ulteriore valutazione, da concordare all’atto dell’esame.