L’esame è utile anche per indagare la presenza di infezioni sessualmente trasmesse o per chiarire l’origine di sintomi come perdite ematiche insolite tra un ciclo e l’altro, sanguinamento dopo i rapporti sessuali o la comparsa di lesioni visibili (ad esempio polipi) durante una visita ginecologica. La colposcopia è un esame ginecologico diagnostico di secondo livello che studia le cellule della cervice uterina e che prevede l’utilizzo di un colposcopio, uno strumento che permette di visualizzare il collo dell’utero e la vagina in modo ingrandito e ben illuminato. Serve a identificare l’eventuale presenza di aree anomale, evidenziate grazie all’utilizzo di coloranti specifici (acido acetico e soluzione di Lugol).

Serve per appurare le cause di un sanguinamento anomalo o di dolori durante i rapporti sessuali ma soprattutto, in caso di Pap-Test dubbio, per il riconoscimento precoce del tumore al collo dell'utero. Viene anche utilizzato per esaminare la vulva, l’ano, la vagina e per studiare le infezioni del tratto genitale inferiore. Il tumore del collo dell’utero o della cervice uterina rappresenta nel mondo la prima causa di morte per neoplasia ginecologica e quasi la metà dei casi si registra tra le donne di età compresa tra i 35 e i 55 anni.

La cervice si trova nel tratto inferiore dell’utero e, in parte, sporge in vagina. È attraversato da un canale molto sottile che prende il nome di canale cervicale. È diviso in endocervice ed esocervice, quest’ultima visualizzabile durante la visita ginecologica. La maggior parte dei tumori della cervice, circa l’80%, è costituita da tumori a cellule squamose originate dall’esocervice, quindi la parte esterna del collo dell’utero, mentre il tumore definito adenocarcinoma (circa il 15%) ha origine dall’endocervice. Il fattore di rischio più importante associato al tumore della cervice uterina è dato dall’infezione da Papilloma Virus (HPV) ma sono da considerare fattori di rischio anche un precoce inizio dell’attività sessuale, la promiscuità sessuale propria o del partner, il fumo di sigaretta così come l’indebolimento del sistema immunitario.

La colposcopia valuta la cervice uterina con citologica anormale e permette la localizzazione della zona della portio ove eseguire la biopsia per l’esame istologico. La colposcopia non deve essere considerata una tecnica di screening, ma un importante ausilio per la localizzazione e la delimitazione dei precursori e del cancro già invasivo e microinvasivo della cervice uterina nelle donne con esame citologico cervicale-vaginale anormale". Questo concetto è stato recentemente ripreso dal Prof. Koss “l’esame colposcopico di tutte le lesioni, siano queste di alto grado che di basso grado, è la via da seguire”.

In presenza quindi di uno striscio anormale, prima di adottare una terapia, è necessario la localizzazione della lesione da cui provengono le cellule anormali, la valutazione della estensione della lesione e la diagnosi istopatologica sulla base di biopsie mirate eseguite sotto guida colposcopica in uno o più settori. Una diagnosi precoce è importante per trattare la malattia nella sua fase iniziale, quando le possibilità di guarigione sono più elevate e quindi in casi sospetti diventa fondamentale sottoporsi all’esame della colposcopia.

Durante la colposcopia, il ginecologo inserisce delicatamente nella vagina uno speculum, lo stesso strumento usato per un normale Pap test, allo scopo di rendere visibile il collo dell’utero. Vengono poi applicate alcune soluzioni (acido acetico e iodio) che aiutano a mettere in evidenza eventuali aree anomale. In alcuni casi, l’esame può includere un piccolo prelievo di tessuto (biopsia) o un test per l’HPV. Una biopsia cervicale effettuata senza guida colposcopica in assenza di una lesione visibile comporta il rischio di una diagnosi istologica falsa negativa oltre il 20% dei casi.

Durante l’esame vengano scattate fotografie delle aree esaminate a scopo di documentazione e per confrontare eventuali cambiamenti nel tempo. È una procedura di routine, generalmente ben tollerata e poco invasiva, che si svolge in ambulatorio e dura circa 10-15 minuti. Non richiede una preparazione complessa, ma ci sono alcune semplici accortezze che possono aiutare a vivere l’esame con maggiore serenità.

L’esame deve essere effettuato nei giorni successivi alla fine delle mestruazioni, perché il sangue può interferire con la visione delle mucose. Nei due giorni precedenti, è consigliabile evitare rapporti sessuali, l’uso di tamponi interni, lavande vaginali o creme locali: tutto ciò potrebbe alterare temporaneamente l’aspetto dei tessuti e influenzare l’accuratezza dell’esame. Non è necessario essere a digiuno né assumere farmaci specifici, salvo diverse indicazioni. Durante la visita è normale sentirsi un po’ tese, ma è utile sapere che si tratta di un esame rapido e poco fastidioso. La paziente deve essere adeguatamente informata delle modalità, delle caratteristiche e delle finalità dell’esame colposcopico e degli eventuali prelievi bioptici, con particolare riguardo ai tempi ed agli eventuali disagi.